Archivio tag: Rosé

A Italia in Rosa 2016 protagonisti Chiaretti, Rosati e Rosé di 14 regioni e della Provenza

Inaugura oggi Italia in Rosa, per un fine settimana all’insegna di Chiaretti, Rosati e Rosé. Ai banchi d’assaggio 170 etichette di 130 cantine provenienti dalle 14 principali Foto sacchettoregioni produttive italiane oltre che dalla Provenza, conosciuto per essere il terroir più importante al mondo per i rosé.

Insomma, l’evento, il principale dedicato ai vini rosati e il primo ad essere nato in Italia, in programma dal 10 al 12 giugno 2016 a Moniga del Garda, dalle 17 alle 23, è un’occasione da non perdere per chi ama questa tipologia di vini e anche per chi ancora non li conosce. Impossibile trovare altrove tanti produttori di diverse zone concentrati in un solo posto, e che produttori! Basta scorrere l’elenco delle aziende partecipanti per trovare cantine storiche, quelle che hanno fatto la storia dei vini rosati, e giovani emergenti, che hanno nella qualità il faro del loro lavoro. Continua a leggere

Oltrepò Pavese Pinot Nero Rosé – Brut DOCG Torre degli Alberi

TorreAlberiRoséUn altro caso di metodo classico oltrepadano in rosa che potrebbe presentarsi come Cruasé in etichetta, ma per il momento preferisce definirsi più semplicemente Rosé. L’ho incontrato, casualmente, allo scorso Vinitaly, rimanendo sorpreso trovando la presenza di un folto plotone di vignaioli aderenti alla Fivi proprio all’interno di quella manifestazione, e tra loro lo stand di questa piccola azienda.

Il nome, suggestivo, è Torre degli Alberi, nome del borgo che anticamente comprendeva il presidio di avvistamento del castello di Zavattarello, ma si tratta da almeno un secolo della proprietà agricola della nobile (e originaria di Verona) famiglia Dal Verme, che alla produzione agricola e zootecnica dal 2010 ha deciso di abbinare anche una produzione vinicola, anzi spumantistica. Continua a leggere

Trento Doc Extra Brut Rosé 2011 Moser

MoserRosé 002Buone notizie per gli appassionati delle “bollicine” metodo classico trentine, targate Trento Doc, in versione Rosé.

Il numero dei vini disponibili per il consumatore continua ad essere abbastanza esiguo, anche se piano piano aumenta. Parallelamente, e questo è l’elemento più incoraggiante, cresce la qualità dei vini, a dimostrazione che in Trentino mentre lo Chardonnay non ha segreti e viene utilizzato, soprattutto nei terroir più elevati, nei vigneti di montagna di cui la regione ampiamente dispone, al meglio, con il Pinot nero, soprattutto se impiegato in purezza o destinato ad un metodo classico in rosa, sta lentamente maturando una maggiore confidenza. Continua a leggere

Quattro rosé nella classifica dei 50 migliori vini al mondo di Luca Gardini

LucaGardiniDue italiani e due francesi, due fermi, uno Champagne e un Trento Doc

Non sono assolutamente un sostenitore, anzi, delle improbabili classifiche che pretenderebbero di stabilire quali siano i migliori vini del mondo, classifiche realizzate mettendo insieme vini delle più disparate tipologie, provenienze, identità, storie e caratteristiche. Continua a leggere

Brut de Noir Rosé Cleto Chiarli

BrutdeNoirRoséChiarliTorno ad occuparmi, a breve distanza dalla nota dedicata al Lambrusco di Sorbara Modena Rosé Brut Quinto Passo, di un rosato con le bollicine firmato dalla storica azienda modenese Chiarli, che si presenta al consumatore con due marchi, Chiarli 1860 e Cleto Chiarli (Tenute agricole).

Chi sia Chiarli lo troverete già spiegato nell’articolo già citato, quel che più conta é sottolineare che ancora di un Rosé stiamo trattando, ma dalle caratteristiche completamente diverse. Continua a leggere

Bussolera Grand Rosé Le Fracce

Oltrepòluglio2015 052Azienda tra le più note e apprezzate in Oltrepò Pavese e azienda a carattere del tutto speciale, perché legata ad una Fondazione, la Fondazione Bussolera Branca, che “ha tra i propri scopi la gestione della Tenuta” oltre alla conservazione di una splendida residenza storica l’azienda agricola Le Fracce, situata in posizione stupenda sulle colline che sovrastano Casteggio in frazione Mairano, non ha mai dedicato peculiari attenzioni alla produzione di bollicine. Continua a leggere

Oltrepò Pavese Pinot nero Brut Cruasé Julillae La Travaglina

TomStevensonOltrepò16-02-2015 043Qual’è oggi, inizio 2016, la situazione produttiva e qualitativa del Cruasé, il singolare nome con il quale si designa in Oltrepò Pavese una porzione dei metodo classico Rosé prodotti con l’utilizzo di una percentuale di almeno dell’85% di uva Pinot nero?

Poiché il sito Internet che fu dedicato al Cruasé all’epoca della sua invenzione cinque anni orsono spiega in maniera esaustiva di cosa si tratti, ma ha tutta l’aria di non essere aggiornato e di non riportare l’elenco esatto delle aziende che lo producono, e non ci dice quante bottiglie vengano prodotte, non consentendo di avere le reali e aggiornate dimensioni del fenomeno, voglio tentare di riuscire ad avere i numeri dal Consorzio tutela vini Oltrepò. Continua a leggere

Modena Rosé Brut QuintoPasso Cleto Chiarli

Quintopasso 002Nella corsa al rosato cui si assiste fortunatamente in po’ ad ogni latitudine in Italia, corsa che vede coinvolte uve e territori un po’ di ogni tipo, dalle vocazioni rosatiste diverse, uno spazio interessante e originale è occupato da letture in chiave rosé del Lambrusco. In particolare il Lambrusco di Sorbara, quello meno carico di colore, il più elegante e fruttato della gamma dei Lambruschi sta rivelando di essere molto adatto a questo genere di vinificazione ed esprime vini molto interessanti.

Una delle aziende che sta dimostrando particolare attenzione a questa lettura in rosa del Lambrusco è la storica – “Nel 1860 Cleto Chiarli cessa l’attività di oste per dedicarsi unicamente alla produzione di Lambrusco che fino ad allora aveva prodotto per soddisfare il fabbisogno dell’osteria” – Cleto Chiarli di Modena. Continua a leggere

Trento Doc Brut Rosé + 4 2009 Letrari

TrentoDoc2015 092Non aspettatevi un “colorone” di quelli che colpiscono per la loro intensità da questo Trento Doc + 4. Rosé sta scritto in etichetta e un rosa pallido, delicato, accennato a tinte pastello, e limpido trovate nel bicchiere.

Il + 4 è il secondo rosato della gamma di una famiglia di produttori, i Letrari, che in Trentino, sta diventando sempre di più, nonostante i vini fermi prodotti restino molti (sono ben 23 in totale), comprendendo classici come i vin du pays Marzemino ed Enantio, gli uvaggi Maso Lodron e Ballistarius, sinonimo di metodo classico. Sono ben otto difatti le tipologie di “bollicine” che questa benemerita famiglia attiva in campo agricolo e vinicolo nell’area di Borghetto d’Avio già nel 1647 propone, con un numero di bottiglie che gradualmente diventa sempre più significativo sul totale di quelle prodotte. Continua a leggere

VSQ metodo classico Rosé Monsupello

TomStevensonOltrepò16-02-2015 049Con quale rosato, mi sono chiesto, chiudere il 2015 di Rosé Wine Blog? Con delle bollicine, ovviamente, che vedano protagonista quell’uva straordinaria che dà il suggello ad ogni Rosé che si rispetti e che sia dotato di carattere, il Pinot nero.

Bollicine a base di Pinot nero, e buone, si producono anche in altre denominazioni, ma poiché la zona che vanta in assoluto e di gran lunga il maggior numero di ettari di Pinot nero in Italia è quella bella zona collinare in Lombardia, in provincia di Pavia, che corrisponde al nome di Oltrepò Pavese, ho pensato di proporvi di brindare (e bere) con un metodo classico oltrepadano. Continua a leggere

Oltrepò Pavese metodo classico Cruasé Saignée de la Rocca Conte Vistarino

Oltrepòluglio2015 043L’Italia del vino è il Paese delle invenzioni semantiche, dei nomi di fantasia con cui sono stati battezzati negli ultimi 20 e più anni miriadi di vini. Mentre in Francia si “accontentano” di puntare sul nome delle Appellation e sul nome del produttore (degli Château à Bordeaux e dei Domaines nel resto dell’Esagono), l’Italia pur detenendo il record delle denominazioni d’origine spesso ha impiegato energie per tentare di arrivare ad un nome comune per i metodo classico.

Questo perché, ancora a differenza dalla Francia, dove a parte lo Champagne, hanno risolto il problema utilizzando il nome Crémant per i mousseaux di altre zone, in Italia sono diverse le zone, con tanto di denominazioni Doc e Docg, dove si producono “bollicine” e quindi, essendosi squalificato il termine “spumante” (visto che definisce sia metodo classico sia soprattutto Charmat), diverse volte si è tentato di individuare e “inventare” un nome comune. Questo anche se alcuni protagonisti avevano già dichiarato in anticipo che non l’avrebbero utilizzato. Continua a leggere

Alta Langa Cuvée Leonora Rosé 2011 Bretta Rossa

AltaLanga2015 013I numeri dell’Alta Langa Docg, come ho già più volte scritto, continuano ad essere ancora piccoli e non c’è alcun pericolo, con solo una quindicina di soggetti produttivi, che pure vogliono recuperare il tempo perduto e dimostrare come nella patria del metodo classico italiano si possano produrre validi vini anche oggi, che le bottiglie possano invadere il mercato.

La produzione arriva complessivamente a 600 mila unità che ragionevolmente potrebbero arrivare nel giro di un paio d’anni al milione, ma la qualità media è indubbiamente buona e corrisponde ad un progetto preciso che ha avuto tutto un suo iter di ricerca sui terreni, sulle varietà, sui terreni e le altitudini dove piantare i vigneti.

E la cosa interessante è che a lavorare bene non sono solo i soliti noti, le aziende che hanno una storia e un’esperienza, maturata lavorando anche sull’altro metodo per le bollicine, lo Charmat, ma aziende che magari sono alle prime armi con il metodo classico.

Confesso che non sapevo nulla dell’Azienda agricola Ravasini e del marchio Bretta Rossa. E che solo dopo aver consultato il sito Web ho appreso trattarsi di un’azienda “rossista”, con sede a Tagliolo Monferrato, in una delle zone più vocate del Dolcetto di Ovada, che ovviamente produce, come pure del Monferrato rosso, e che pur essendo un’azienda di piccole dimensioni, circa cinque ettari, impiantati a Dolcetto, Shiraz, Pinot Nero e un nuovo vitigno, l’Albarossa, clone di Barbera e Nebbiolo, ha pensato di aderire al progetto Alta Langa.

Bretta Rossa è il nome della cascina che i proprietari, originariamente una famiglia di mobilieri di Genova, acquistarono nel 1920 facendola diventare il luogo delle vacanze. In seguito, vista la vocazione enoica della zona, nacque l’idea di piantare un po’ di vigna (la parte più vecchia del vigneto ha più di trent’anni) e la collocazione a 400 metri d’altezza dei filari, circondati da boschi di castagno, ha favorito la produzione di uve sane e di vini di territorio ricchi di carattere.

E’ poi venuta l’idea di aderire al progetto Alta Langa, con due Alta Langa, perché alla Cuvée Leonora 2009 mix di 70% di Pinot Nero e 30 % di Chardonnay ha fatto riscontro, in rosa, questa cuvée Alta Langa Leonora Rosé, Pinot nero in purezza, affinata almeno 30 mesi sui lieviti,

Devo dire che già scegliere di lavorare solo con il Pinot nero e con un affinamento abbastanza prolungato, 30 mesi sui lieviti, parla chiaramente del modo di lavorare, creando una cuvée che comprende un 10% della vendemmia precedente affinato in legno. Il risultato è un buon Rosé, già una realtà più che una promessa, colore rosa pallido melograno scarico un po’ traslucido e metallico, bellissimo naso tutto erbe aromatiche pietra, mandorla, frutti rossi di bosco, bella anche la bocca, con un gusto succoso, con bella polpa, equilibrato, di buon nerbo e persistenza finale viva e dinamica.

Bretta Rossa Azienda agricola Ravasini
Strada per la Colma 15070 Tagliolo Monferrato AL
Tel. 345 1246610 – E-mail cascina@brettarossa.it
Sito Internet http://www.brettarossa.it/

Alta Langa Cuvée Aurora Rosé 2011 Banfi

AltaLanga2015 009Sono io il primo ad essere sorpreso di questo articolo, parlare bene di un Rosé di Banfi, chi l’avrebbe mai pensato? Invece, anche se non sono mai stato, per vari motivi, un fan dell’azienda che i fratelli John e Harry Mariani crearono, con spicci e pragmatici metodi americani, a Montalcino, e non ho mai condiviso la loro idea di Brunello, ho sempre guardato con rispetto all’ala piemontese dell’azienda, l’ex azienda Bruzzone di Strevi, attiva sin dal 1860.

Da questa azienda agricola, estesa tra Novi Ligure e Acqui Terme, sino a raggiungere la considerevole quota di 46 ettari di vigneto, sono sempre arrivate “bollicine”, Asti e Moscato d’Asti, e metodo classico ineccepibili. Magari senza la “poesia” dei vini del piccolo produttore, ma corretti e ben fatti. Continua a leggere

Trento Doc Perlé Rosé 2009 Cantine Ferrari

TrentoDoc2015 090Ora che, come ho scritto la scorsa settimana, è stato riconosciuto a livello di disciplinare il Trento Doc Rosato Riserva, sono pronto a scommettere su quali potrebbero essere le prime bottiglie ad uscire sul mercato con questa tipologia.

A dire il vero l’esercizio non è per niente difficile ridotto com’è il numero dei Trento Doc Rosé che attualmente si trovano sul mercato. E ancora più facile se si tiene conto di un elemento previsto dal disciplinare, la durata della permanenza sui lieviti: 36 mesi.

A proporsi con un affinamento così lungo a mia memoria sono solo due vini, entrambi eccellenti, ovvero il Trento Doc Pian Castello Rosé di Endrizzi ed il Trento Doc Perlé Rosé di Ferrari. Continua a leggere

Nasce il Trento Doc rosato riserva

TrentoDoc2015 020
Ma quanto Pinot nero serve per produrlo?

In occasione di Trentodoc Bollicine sulla Città, la manifestazione che si svolge a Trento dal 26 novembre al 13 dicembre, l’Istituto Trento Doc che sovraintende alla produzione e alla promozione/comunicazione del metodo classico trentino, ha reso noto una serie di dati statistici interessanti.

Ha comunicato che nel triennio 2012-2014 il Trento Doc ha avuto una crescita media del 6%, le Riserve e i Millesimati del 13%) con 7 milioni di bottiglie vendute, che le esportazioni corrispondono a circa il 20% del venduto, con l’Europa che rappresenta circa il 10% e America del Nord, Canada, Asia e Oceania con il restante 10% e che nel 2014 le varie case spumantistiche trentine hanno tirato 8,5 milioni di bottiglie. Continua a leggere

Franciacorta Brut Rosé Castello Bonomi

CastelloBonomi 006Vecchio, ma sempre attuale, discorso, ma di che colore dev’essere un metodo classico rosé? Quale dev’essere la tonalità, la sfumatura, l’intensità del colore che ammiriamo nel bicchiere e che costituisce il primo elemento di attrazione che il vino, in questo caso con le bollicine, esercita sul nostro sguardo?

La risposta, elementare, è che tutto dipende dalla quantità di Pinot nero utilizzato nella cuvée, se si tratta di un Pinot nero in purezza oppure di una cuvée dove il Pinot nero è presente in percentuali non troppo significative oppure minoritarie rispetto allo Chardonnay.

E poi dipende dalla sensibilità, dal modo di lavorare, dello chef de cave e, cosa non di secondaria importanza, anzi, dal terroir dove si opera e da dove provengono le uve utilizzate. Continua a leggere

Vinarius: come vanno in enoteca rosati e chiaretti?

Terraneojpeg
Il punto di vista di Andrea Terraneo presidente dell’Associazione

Come vanno rosati e chiaretti in quel canale importante e privilegiato di vendita che sono le enoteche, di fondamentale importanza perché a differenza della grande distribuzione, dove sono solo lo scaffale ed il cartellino del prezzo a “parlare”, in enoteca si può sempre contare sul consiglio dell’enotecario, su un suggerimento frutto di esperienza e conoscenza?

Ho pensato di chiederlo ad Andrea Terraneo, presidente di Vinarius, la più importante associazione delle enoteche italiane, che comprende oltre 100 enoteche in Italia e all’estero e ha un quadro abbastanza chiaro della situazione dal punto di vista delle richiesta dei clienti. Continua a leggere

Mornasca Rosé metodo classico 2011 Cascina Gnocco

Oltrepòluglio2015 048Conoscevate l’esistenza e soprattutto avevate mai bevuto, prodotto in Oltrepò Pavese, patria di qualcosa come tremila ettari di Pinot nero, ampiamente utilizzato anche per la produzione di Rosé, che nella versione metodo classico talora portano il marchio collettivo di Cruasé, il vino ottenuto da un’uva che si chiama Mornasca o “uva di Mornico”?

Se la risposta è negativa potete ringraziare Rosé Wine Blog che vi porta in un’azienda di Mornico Losana, Cascina Gnocco, che attiva dal 1923 e sempre appartenuta alla famiglia Cuneo, dall’inizio del Nuovo Millennio ha voluto legare il proprio nome, per scelta di Domenico Cuneo e del figlio Fabio, ad un qualcosa che caratterizzasse maggiormente l’azienda e la legasse strettamente alla propria storia, anche vitivinicola. Continua a leggere

Pinot nero rosato Giullare 2014 Marchese Adorno

MarcheseAdorno 006Le prospettive erano eccellenti. Un rosato dalle nobilissime uve, quelle che in Francia fanno rima, in maniera diversa, con Bourgogne e Champagne, di Pinot nero. Un produttore di valore, una nobile famiglia genovese, proprietaria nientemeno che dal 1834 della tenuta. Un’azienda agricola, posta nel cuore dell’Oltrepò Pavese, a Retorbido, che conta su qualcosa come ottanta ettari vitati e che è rinata a nuova vita dal 1997, da quanto il marchese Marcello Cattaneo Adorno, attuale erede della dinastia, “spinto dalla passione per vini pregiati e dall’ impegno con la qualità, diede inizio alla ristrutturazione della cantina e ad un programma di acquisizione e ammodernamento dei vigneti”.

E poi, stappata la bottiglia, dall’aspetto elegante, con lo stemma familiare e un bel logo dorato profilato di azzurro, al centro, con il vetro chiaro a far risaltare ancora di più il colore del vino, le premesse per una buona riuscita c’erano tutte. Continua a leggere

Non siamo figli di un ‘Dio minore’…

DonneinrosaMN..i Rosé raccontati dalle Donne in Rosa, le 15 assaggiatrici di vino Onav mantovane

Su Vino al vino l’avevo presentata questa bella manifestazione dedicata a rosati italiani e francesi organizzata da un gruppo di 15 donne, tutte assaggiatrici di vini, aderenti all’Onav, svoltasi a Mantova, rammaricandomi per non aver potuto partecipare.

Fortunatamente, in occasione della nascita di questo blog, una di loro, Paola Ghisi vice delegato Onav Mn, ha voluto mandarmi alcune riflessioni sul senso di quella degustazione e sulla loro visione del rosé, che Rosé Wine Blog non può che condividere in toto. Continua a leggere

Benvenuti su Rosé Wine Blog

OLYMPUS DIGITAL CAMERABenvenuti su Rosé Wine Blog, un nuovo wine blog (il mio terzo, dopo Vino al vino, creato nel 2006 e Lemillebolleblog lanciato nel novembre 2010) che si pone l’obiettivo di colmare una lacuna nel panorama dei blog italiani di argomento vinicolo.

Chiamateli come volete, rosati, rosé, Chiaretto, Cerasuolo (fermi e con le bollicine), ma questi particolari “vini in rosa”, diversi l’uno dall’altro e dotati di innumerevoli sfumature di colore, mentre stanno riscontrando un crescente consenso da parte del pubblico degli appassionati, che li scelgono per la loro piacevolezza, per la loro facilità di abbinamento a tavola, perché si fanno bere bene e non impegnano, perché non sono eccessivamente costosi, paradossalmente non possono ancora contare su una vetrina Web specializzata che, giorno dopo giorno, ne racconti la particolarità. Continua a leggere

Vsq Metodo classico Brut Rosé Felsina

FelsinaRoséVSQNon bastava più alla Fattoria di Felsina di Castelnuovo Berardenga essere tra le aziende leader e simbolo del Chianti Classico, grazie ad una serie di vini, mi riferisco ai Chianti classico riserva Rancia, Chianti Classico Gran Selezione Colonia, al Chianti Classico Berardenga e Berardenga riserva ed infine al mitico Super Tuscan Fontalloro, esaltazione della grandezza del Sangiovese in terra chiantigiana.

I Poggiali e Giuseppe Mazzocolin, protagonisti di questa tenuta esemplare, hanno addirittura tentato l’impresa di utilizzare il Sangiovese come base, un buon 50% completato da un 30% di Pinot nero e da un 20% di Chardonnay, per un metodo classico Rosé. Continua a leggere